La mia funzione di docente di Pianoforte ha sempre avuto due anime: da una parte la mia formazione musicale di pianista, dall’altra quella altrettanto appassionante di clavicembalista, il cui repertorio originario, del XVIII secolo soprattutto, è in buona parte compreso nei programmi di studio del corso di Pianoforte. Questa singolare condizione mi ha portata anche a rendermi conto di quanto sia ancora lontana una vera coscienza della prassi esecutiva barocca presso la maggior parte dei pianisti e, proprio per questo motivo, a scegliere di diffonderli. Le edizioni urtext, infatti, non possono essere di aiuto se non ci si è impossessati prima dei codici impliciti nella grafia musicale. Questa operazione preliminare non è semplice, dal momento che anni e anni condizionati dalla cultura tardo-ottocentesca e novecentesca e dalla pratica quasi esclusiva al pianoforte moderno, hanno comportato l’oblio delle prassi esecutive barocche, spesso con la conseguente perdita del «vero significato» delle composizioni, come scrisse Carl Philipp Emanuel Bach nel suo famoso trattato.
Il mio percorso mai disgiunto di pianista e clavicembalista, quindi, mi ha convinta che una mediazione tra le due posizioni è tanto possibile quanto realistica per il repertorio barocco e fonte di vera libertà esecutiva, a fronte di una maggiore consapevolezza storico-musicale.
Considero questo seminario la base indispensabile per accedere a un eventuale e qualsivoglia approfondimento tematico sul repertorio musicale del XVI e XVII secolo.
Seminario Dal segno al suono: alcune riflessioni per una lettura utile delle edizioni urtext.
Il Seminario è strutturato per essere rivolto a Docenti e Allievi di strumenti a tastiera (Pianoforte, Clavicembalo, Fortepiano e Organo), ma anche a tutti coloro interessati all’argomento, indipendentemente dallo strumento di appartenenza.
L’obiettivo è quello di stimolare una riflessione sul metodo di approccio alle cosiddette edizioni urtext e al conseguente recupero dei codici di conoscenza necessari per accostarsi all’esecuzione di opere del secolo XVIII e XIX, con particolare riferimento alla letteratura per tastiera, ma non in modo esclusivo.
Alcuni argomenti principali
- Spiegare cos’è un’edizione urtext e cos’è un’edizione critica
- Valutare, sia dal punto di vista esecutivo che da quello didattico, l’utilità di un’edizione urtext e quella di un’edizione critica
- Illustrare alcuni principi fondamentali dei maggiori trattati sulla prassi esecutiva del periodo di pertinenza (ad es. Carl Ph. E. Bach, L. Mozart, M. Clementi, C. Czerny) concernenti le convenzioni di scrittura e le principali caratteristiche
- Osservare, tramite l’uso di ‘slides’, le abitudini e, al contrario, le eccezioni della scrittura di opere del XVIII e XIX secolo.
- Spiegare il concetto di ‘accentuazione’ e il suo corrispondente nella scrittura musicale.
- Spiegare la pratica del ‘Rubato settecentesco’.
- Evidenziare, mediante un ‘ascolto guidato’ le differenze di esecuzione, applicando o meno i codici di lettura.
La durata del Seminario è tre ore, delle quali due ore e mezzo sono dedicate alla spiegazione dei concetti generali di base concernenti l’esecuzione di opere del XVII, XVIII e XIX secolo, mentre gli ultimi trenta minuti (ma anche oltre, se necessario) alle domande di chiarimento e approfondimento sui temi trattati o altre eventuali esigenze.
Possibilità di Laboratorio
Un’azione ulteriore e complementare al Seminario è rappresentata da un eventuale e successivo Laboratorio, nel quale affrontare sul piano pratico-esecutivo gli argomenti esposti.