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L’opera ritrovata: I ’50 Études célèbres de J. B. Cramer pour deux Pianos par Adolph Henselt’

    Uno scorcio sorprendente sulla didattica a due pianoforti nella seconda metà dell’Ottocento

    Lo Studio per il Pianoforte di Cramer, pubblicato in due volumi nel 1810 e nel 1835, ha goduto da subito di immensa considerazione, confermata ancora oggi dall’inclusione nei programmi della scuola di Pianoforte come un caposaldo della preparazione tecnica. Musicisti quali Chopin, Schumann e Mendelssohn hanno infatti lodato e introdotto gli studi nella loro didattica, anche per la cura della cantabilità e del tocco legato, qualità intrinseche al modus di Cramer. È inoltre particolarmente importante ricordare che Beethoven adottò gli studi del primo libro per l’insegnamento al nipote Carl, annotandone ben 21 con peculiari indicazioni riguardanti l’accentuazione, il tocco tenuto e legato e la polifonia nascosta. Fatta questa premessa, non stupisce che un pianista e un didatta del calibro di Adolph Henselt, considerato il padre della scuola pianistica russa e grande estimatore di Cramer, che riuscì a incontrare a Londra nel giugno del 1852, abbia arrangiato per due pianoforti cinquanta dei suoi studi.

    La successione cronologica delle pubblicazioni

    Da alcune informazioni fornite da Gebhard Kindl, archivista di Henselt Society, si evince che i 50 Études non sono stati pubblicati tutti insieme, anche in ragione del fatto che la loro genesi fu legata fondamentalmente all’esperienza didattica, e che Henselt pubblicò i primi dieci studi con ogni probabilità nel 1857 e completò la raccolta intorno al 1864. La prima testimonianza disponibile infatti presenta soltanto 10 studi:

    31/05/1857 — Nuova musica. «Adolph Henselt: 10 Etudes célèbres di J. B. Cramer, arrangiati per 2 pianoforti, pubblicati da A. M. Schlesinger, Berlino». [Berliner Musik-Zeitung Echo, vol. 7, n. 21 del 31 maggio 1857, pagina 172 e n. 23 del 14 giugno 1857, pagina 188].

    A seguire, altri documenti sviluppano la successione cronologica delle pubblicazioni, fino a quello datato 5 ottobre 1864, che scrive appunto di 50 Études célèbres di J. B. Cramer:

    Adolph Henselt, 50 Études célèbres di J. B. Cramer. Per due pianoforti, Liv. IV. Berlino, Schlesinger: «[…] Quando sono usciti i primi volumi sono stati accolti molto gentilmente, l’elemento moderno qui si unisce allo stile più antico in un modo davvero spiritoso e sapientemente fatto». [Estratto della recensione da Allgemeine musikalische Zeitung n. 40 del 5 ottobre 1864, colonna 679].

    Particolarmente interessante è l’ultima delle notizie a disposizione, in cui invece la pianista Ella Adaïewsky, allieva di Henselt, chiarisce la genesi degli arrangiamenti del compositore:

    «A volte improvvisava un accompagnamento lasciando che lo studente continuasse. In questo modo gli studi di Cramer ricevettero deliziosi commenti, che furono successivamente stampati [con un secondo pianoforte, n.d.r.], un’innovazione di fondamentale importanza per l’insegnamento del pianoforte, la cui acquisizione non può essere raccomandata a sufficienza: la musica d’insieme aiuta a sviluppare, fin dall’inizio degli studi, tutte le qualità musicali in modo altamente artistico e accattivante […]». [Adaïewsky, Ella: Henseltiana. Alcune osservazioni sul metodo di insegnamento di Henselt da una delle sue allieve, Neue Musik-Zeitung, 1914, Anno 35, pp. 415–416].

    La ricerca e lo studio dell’arrangiamento di Henselt

    I 50 Études célèbres de J. B. Cramer pour deux Pianos, pur essendo ben noti all’epoca, hanno subito nel tempo un oblio, che ne ha comportato oggi una scarsissima reperibilità, in special modo quanto all’opera completa, attualmente non disponibile né nelle biblioteche, né sui portali dedicati.

    La ricerca ha dovuto quindi cominciare proprio dalla reperibilità dei testi ed è su questo cardine che la trama di una storia tanto complessa quanto affascinante ha cominciato a svolgersi, perché i cinque libri raccolti in forma organica sono stati ritrovati presso un antiquario tedesco, dal quale, non senza difficoltà, la scrivente è riuscita ad acquistarli.

    Una storia affascinante: la famiglia Proksch

    Una volta arrivati avventurosamente a destinazione, i testi sono stati rivelatori di altri importanti vissuti. Annotati, quindi studiati e praticati, di conseguenza diteggiati, spesso con semplificazioni volte a superare le famose e ostiche estensioni accordali di Henselt, vi si possono ammirare due firme ben leggibili: quelle di Marie Proksch e di suo cugino Robert Proksch. Il capostipite della famiglia Joseph, il compositore e pianista boemo-tedesco nato il 4 agosto 1794 a Liberec e morto a Praga il 20 dicembre 1864, fu un allievo di Leopold Antonín Koželuh. Nel 1830 fondò una rinomata Accademia di musica a Praga, la Musikbildungsanstalt. Il suo metodo di insegnamento si basò sul far suonare gli allievi insieme e, infatti, tra le sue composizioni vi sono un Concerto per tre pianoforti e numerose opere orchestrali arrangiate anche per otto pianoforti.

    Alla morte di Joseph, Marie (Praga, 1836-17 maggio 1900), allieva del padre, compositrice e famosa pianista, prese la direzione dell’Accademia insieme a suo fratello Theodor: quest’ultimo passaggio di consegne appare essere proprio il contesto più prossimo dal quale proviene la raccolta completa dei 50 studi di Cramer arrangiati per due pianoforti da Henselt giunta in nostro possesso. A riprova dell’elevatissima qualità della didattica di Joseph e Marie Proksch è importante ricordare che tra i loro allievi vi fu anche Bedřich Smetana.

    Lo stato di fatto dell’opera ritrovata

    Nella forma in cui sono stati ritrovati, i 50 studi di Henselt-Cramer si presentano in due libri, di cui uno, corrispondente all’arrangiamento, è rilegato con tutti i cinque fascicoli, mentre l’altro raccoglie il primo e secondo fascicolo in forma singola e separata e i restanti tre rilegati insieme. Pur trovandosi i due libri in buono stato di conservazione, si è reso tuttavia necessario un intervento di leggero restauro, che ne ha consolidato la rilegatura, preservato i margini e ripulito, anche se non completamente, alcune pagine dagli esiti evidenti di esposizione all’acqua.

    Come già accennato, i due libri appaiono studiati, o meglio, ‘insegnati’. Le numerose semplificazioni delle estensioni degli accordi nell’arrangiamento suggeriscono che nella Musikbildungsanstalt la parte del «Piano I» (così Henselt chiama il pianoforte abitualmente detto «secondo») fosse suonata da un allievo piuttosto che da un maestro. In ogni caso, sfogliando pagine così cariche di memorie, la storia di una pratica didattica e della sua vibrante applicazione si srotola ancora oggi in tutta la sua vivida realtà.

    Conclusioni

    I 50 Études célèbres di J. B. Cramer pour deux Pianos par Adolph Henselt rappresentano da un lato l’ennesima conferma del grande successo degli studi di Cramer e dall’altro la testimonianza di una didattica attiva e illuminata, attraverso la pratica a due pianoforti. Henselt, didatta severo, incluse questa modalità nelle sue lezioni, sfruttando la sua naturale propensione all’arrangiamento e al contempo stimolando negli allievi competenze compositive e improvvisative. La circostanza che i testi ritrovati fossero in possesso di didatti consolidati, strutturati in modo fondante sulla musica di insieme e in particolar modo su quella per più pianoforti, amplia le conoscenze su una specifica didattica per il Pianoforte in area russo-germanica a metà Ottocento, che riconduce a un’idea più ampia di apprendimento strumentale, basato anche sulla forma del laboratorio, sulla scia della tradizione più antica.

    Giusy De Berardinis