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Il Quaderno di Anna Magdalena Bach nel tricentenario della sua compilazione (1725 -2025)

Il Quaderno di Anna Magdalena fu concepito già nel 1722, ma ricompilato nella sua forma compiuta nel 1725

Il Quaderno di Anna Magdalena Bach si articolò in due fasi, di cui la prima risale al 1722. Infatti, come aveva già fatto per il figlio Wilhelm Friedemann nel 1720, Bach cominciò a predisporre di suo pugno una raccolta di pezzi che avrebbero permesso all’amata sposa di potersi esercitare al cembalo. Fu Anna Magdalena, evidentemente lusingata, a scriverne personalmente il titolo: Clavier-Büchlein vor Anna Magdalena Bachin / Anno 1722 (al tempo il cognome acquisito dal marito veniva completato dal suffisso ‘in’). Di questa raccolta non resta oggi che una ventina di pagine delle settantacinque che la componevano. Conteneva principalmente cinque delle sei Suites che in seguito divennero le Suites francesi, ma anche alcuni pezzi per organo.

Il laboratorio musicale di casa Bach

In casa Bach vi fu una fervente vita musicale, sia intrinseca, sia grazie alla costante frequentazione di amici e musicisti di passaggio che allietarono molti giorni, apportando, in aggiunta, nuove conoscenze di composizioni. Questi dati di fatto, uniti all’attività di copista che Anna Magdalena intraprese dopo il trasferimento a Lipsia della famiglia, fornirono nel 1725 lo spunto alla coppia per predisporre nuovamente un quaderno musicale, questa volta con obiettivi più precisi di quello precedente: riportare i primi compiti di composizioni dei ragazzi e annotare, a fini didattici, alcuni pezzi per tastiera per consentire loro di esercitarsi; ma soprattutto copiarvi i brani più amati durante le serate musicali, magari semplificati, per poterne gioire ancora in famiglia. A favore di quest’ultimo punto va considerato che l’accesso alla biblioteca della chiesa (Thomaskirche), la più fornita a Lipsia, non era  consentito: la necessità di trascrivere brani ritenuti interessanti, dunque, fu ancora più stringente.

Un Quaderno ricercato ed elegante

Il Quaderno, oggi conservato alla Biblioteca di Stato a Berlino, ebbe un aspetto molto ricercato, come testimoniano la rilegatura di carta pergamena verde e le due copertine ornate con bordure dorate. La copertina di testa riportava all’interno di una bordatura le iniziali dorate ‘A. M. B’. e l’anno ‘1725’ (in un secondo momento Carl Philipp scrisse tra le lettere il nome di Anna Magdalena per intero); i bordi furono anch’essi dorati. La cura con la quale il libro fu approntato testimonia che non si trattò di un libricino di appunti, ma di una sorta di piccolo archivio musicale della famiglia Bach, di cui, tuttavia, Anna Magdalena fu la sola detentrice e custode: un ennesimo omaggio all’amata sposa da parte di Johann Sebastian, per dimostrarle ancora una volta i suoi sentimenti amorosi e riconoscenti. Degna di nota è inoltre l’osservazione che, contrariamente al primo quaderno, il termine «Clavier-Büchlein» è assente: dunque è per similitudine che oggi si parla di Quaderno di Anna Magdalena. La raccolta risulta composta da 129 pagine e contiene 42 pezzi, raccolti in oltre 20 anni, gli ultimi aggiunti nel 1740.

Una cronologia complessa

Se è stato possibile esaminare pezzo per pezzo e risalire all’autore della sua trascrizione e alla data di ognuno di essi, la cronologia dell’intero Quaderno è tutt’altro che chiara. Il problema principale attiene all’ordine di copiatura dei brani, che risulta invece alquanto complesso e non cronologicamente conseguente. Ciò si presenta soprattutto dopo la pagina 85, dove le due prime Suites francesi di Bach riportate sono state copiate da Anna Magdalena con ogni evidenza prima dei pezzi che le precedono. Il procedimento apparentemente casuale, inoltre, si ripete in diversi casi, lasciando immaginare che da un certo punto in poi gli interventi di copiatura, compresi quelli di Johann Sebastian, abbiano seguito piuttosto il criterio di profittare al meglio e senza sprechi delle pagine disponibili.

Composizione del Quaderno

Certamente il Quaderno, seppure affidato principalmente alle volontà e alle mani di Anna Magdalena, fu un’opera corale della famiglia, inaugurata dagli autografi di Johann Sebastian della terza Partita in la minore BWV 827 e della sesta in mi minore BWV 830. Stupisce questo inizio con opere importanti e certamente non facili per l’esecuzione, anche in ragione del fatto, invece, che per il resto il corpus, con alcune eccezioni quali le prime due Suites francesi già citate, è principalmente costituito da piccoli pezzi, come brevi Corali di Johann Sebastian, Musettes, Polonaises e composizioni sia dei figli che di più o meno illustri musicisti, spesso di passaggio a Lipsia. Il Quaderno, inoltre, contiene nella parte finale un compendio di basso continuo ad opera di Johann Christoph Friederich, allora bambino e scritto un po’ prima del 1740: Quelques règles très importantes de basse continue de J. S. Bach. Il piccolo trattato presenta inevitabilmente qualche errore dovuto all’inesperienza del figlioletto copista ed è seguito da tre pagine compilate invece correttamente da Anna Magdalena: Quelques règles de basse continue. Alla terza pagina, la scrittura mostra un po’ di stanchezza e imprecisione, come di chi non vede l’ora di terminare un compito gravoso. E infatti, laconicamente e ancora di suo pugno, alla fine del lavoro Anna Magdalena vi aggiunse la scritta: «Le altre sottigliezze da sapere saranno mostrate meglio da un apprendimento orale che da quello scritto». Va inoltre ricordato che la scrittura musicale dei coniugi Bach si assomigliò al punto tale che per molto tempo si è ritenuto che fosse stato proprio Johann Sebastian a scrivere la maggior parte dei pezzi, invece di sua moglie.

Le opere vocali

Il Quaderno contiene anche opere vocali, cioè soprattutto Corali e Arie a carattere religioso chiaramente destinate all’esperienza familiare e all’apprendimento. Su una di esse, Schaffs mitt mir, Gott, nach deinem Willen («Fai di me, Dio, ciò che vorrai»), il cui testo era di un poeta contemporaneo, Anna Magdalena segnò una a una le note con il loro nome, come per facilitare l’apprendimento da parte dei ragazzi. Non dimenticando, infatti, che la raccolta fosse destinata anche all’educazione musicale della prole, vi compaiono infine anche canti di diversa natura. Uno di questi, Pensées édifiantes d’un fumeur de tabac (Bach amava fumare la pipa) presenta una scrittura incerta e infantile sia sul rigo del basso che su quello della melodia; l’aria ricompare accanto, trasportata in sol minore e copiata anche con le parole da Anna Magdalena, con un ulteriore intervento più tardi di Bach, al fine di migliorare la linea del basso: un autentico lavoro di squadra!

Un’aria per soprano per la voce di Anna Magdalena

Una prova sia della costante attenzione di Johann Sebastian per Anna Magdalena e sia del mai sopito desiderio di cantare di lei, è la presenza nel Quaderno dell’Aria della Cantata Ich habe genung («Ho vissuto abbastanza») con la sua berceuse mistica («la famosa berceuse che ha fatto la fortuna dell’opera», scrisse Alberto Basso) Schlummert ein, ihr matten Augen («Prendete sonno, occhi affaticati»). Bach ne scrisse ben quattro versioni, di cui la seconda, nel 1731, elaborata per basso e voce di soprano: Anna Magdalena copiò l’opera, compresa della berceuse, ma senza riportarne la parti strumentali iniziali e conclusive, né quella del basso e facendola precedere in un secondo momento dall’Aria Warum betrübst du dich, mein Herz? («Perché ti rattristi, mio cuore?»). Cinque pagine dopo, Anna Magdalena riportò ancora l’amata Aria, ma in una versione semplificata per voce e cembalo. Benché la parte del basso continuo non sia stata riportata integralmente, è chiaro questa versione servisse a un’esecuzione privata in casa. L’esercizio familiare fornì infatti diverse possibilità di cantare ad Anna Magdalena, che ne approfittò con grande piacere, e veicolò anche, attraverso i testi delle Arie, a scambi di omaggi affettuosi tra i coniugi Bach.

Il tema delle Variazioni Goldberg

Più tardi, nel 1741, Anna Magdalena, incinta dell’ultimo dei tredici figli, ricopiò sul suo Quaderno l’Aria Bist du bei mir («Se tu sei con me»), in sol maggiore, destinata da Bach al cembalo. Di nuovo, il suo interesse a poterla cantare fu così prorompente che la trasportò nel registro di soprano. Si trattava dell’Aria, vale a dire del Tema, delle celeberrime Variazioni Goldberg.

Qualche domanda irrisolta

Benché il Quaderno sia un ritratto musicale di famiglia, stupisce l’assenza al suo interno di composizioni di Wilhelm Friedemann, che forse soltanto insieme a Gottfried Bernhardt, non partecipò a questo lavoro di gruppo. Più tardi il Quaderno finì nelle mani di Carl Philipp, che però era figlio di primo letto di Bach e dunque non anche di Anna Magdalena: un’altra curiosa incongruenza. Non irrilevante, inoltre, che alcune pagine siano state strappate e che alcuni pezzi siano rimasti di autori sconosciuti. Di fronte a questi temi irrisolti, resta tuttavia un’ulteriore e ancora oggi spinosa questione: al riparo dai dogmi e pregiudizi dell’epoca, il talento innegabile di Anna Magdalena la portò anche a comporre nell’intimità domestica? Anna Magdalena godette di una preparazione musicale elevata e di grande talento. Nonostante ciò e alcune ipotesi affascinanti, la più eclatante delle quali avanzata dallo studioso australiano Martin Jarvis, a oggi questa indagine risulta tanto aperta quanto inattesa.

Conclusioni

Il Quaderno di Anna Magdalena è ben oltre un’antologia di pezzi dell’epoca. La raccolta ha tramandato al contrario il diario di un ménage familiare nel quale la cultura musicale fu una priorità assoluta, ma anche l’eco di un’armonia amorosa tra i coniugi Bach. Il sacrificio del grande talento di cantante da parte di Anna Magdalena, sia per i costumi religiosi che per quelli sociali del tempo, fu parzialmente compensato dalla costante attenzione per la sua persona e per il suo valore di musicista da parte del marito e dalla conseguente possibilità di mantenersi attiva come tale, seppure in ambito principalmente domestico. Il Quaderno, inoltre, assume ai nostri occhi anche la qualità di straordinario diario musicale della famiglia Bach, con riferimento alle loro molteplici attività di studio, composizione, adattamenti ed esecuzioni.

Giusy De Berardinis


Bibliografia:

Philippe Lesage, Anna Magdalena Bach et l’entourage féminin de Jean Sebastian Bach, edizioni Papillon, Ginevra 2011.

Immagine:

La copertina del Quaderno di Anna Magdalena Bach, Biblioteca di Stato, Berlino.

La vita di Anna Magdalena Bach

Un approfondimento integrale

1 commento su “Il Quaderno di Anna Magdalena Bach nel tricentenario della sua compilazione (1725 -2025)”

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