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La vita di Anna Magdalena Bach

Ventinove anni dediti a Bach, nel sacrificio del suo talento di cantante.

Anna Magdalena Wilcke nacque a Zeitz, in Germania, il 22 settembre 1701, in una casetta al numero 22 della via dei coltellinai: Messerschmiedegasse. La madre, Margaretha Elisabeth Liebe, e il padre, Johann Caspar, furono figli di musicisti, più precisamente due organisti. A Zeitz, Johann Caspar è trombettista presso la corte e l’esercito e trombettista alla corte è anche suo fratello Siegmund. La piccola corte pulsava di attività musicali per volere del Duca Moritz Wilhelm de Saxe Zeitz, attraverso la presenza di musicisti qualificati da lui ricercati e assunti, quali Johann David Heinichen, futuro maestro di cappella della corte di Dresda, e il compositore Johann Friedrich Fash. La piccola Anna Magdalena mostrò da subito un talento musicale considerevole e, insieme agli accurati insegnamenti del padre e dello zio, poté perciò formarsi in un ambiente stimolante e culturalmente elevato.

La famiglia Wilcke

La famiglia Wilcke fu composta da cinque sorelle e un fratello, anch’egli trombettista, ma fu con la sorella maggiore di sei anni, Johanna Christina, che Anna Magdalena avvertì la maggiore affinità. Le due ragazze, infatti, coltivarono la stessa passione per il canto, di cui più tardi entrambe diventeranno professioniste. La musica era inoltre presente in famiglia anche attraverso le relazioni personali delle quattro sorelle di Anna Magdalena, che sposeranno tutte musicisti di valore, più precisamente trombettisti.

Nel 1718, i Wilcke si trasferirono a Weissenfels con le sole Erdmunthe Dorothea e Anna Magdalena, le uniche figlie ancora non sposate. Nella città vivevano già anche Anna Katharina e Johanna Christina, e Johann Caspar, probabilmente grazie al sostegno dei generi musicisti, vi trovò un nuovo impiego di trombettista presso la corte.

Le prime esibizioni di Anna Magdalena

Nonostante la religione luterana impedisse in alcune circostanze alle donne di potersi esibire – per esempio, non era possibile in alcune località o, più banalmente, a causa di abitudini e pregiudizi della popolazione – è molto probabile che Anna Magdalena poté a quel tempo mostrare il suo talento in diverse occasioni e che abbia preso lezioni dalla famosa cantante Christiane Pauline Kellner, anch’ella in servizio presso la corte di Weissenfels.

Probabilmente la sua prima esibizione ufficiale avvenne in occasione di una visita al fratello presso la corte di Zerbst, tra il 1720 e il 1721. Il libro dei conti della corte, infatti, riporta, senza data, di aver pagato «sei talleri al trombettista Wilcke di Weissenfels […] e 12 talleri a sua figlia per aver cantato più volte con l’orchestra». Questo documento ha un valore eccezionale per più argomenti: la giovanissima cantante si esibì in un evento prestigioso e ufficiale, riscuotendo un compenso cospicuo e oltretutto doppio rispetto a quello del padre. Fu questa, probabilmente, l’occasione che determinò nel cuore di Anna Magdalena la decisione – non facile all’epoca per una donna – di consacrarsi professionalmente e prima di tutto alla musica, in luogo del convenzionale destino devoto soltanto alla famiglia.

Grazie a un altro documento datato 15 giugno 1721, abbiamo certezza che la giovane e appassionata cantante si trovasse a Köthen, cioè esattamente dove Johann Sebastian Bach stava esercitando già dal 1717 il suo ruolo di Maestro di cappella alla corte del principe Leopoldo. Il nome di Anna Magdalena è infatti presente nella lista di coloro che ricevettero la comunione presso l’Agnuskirche. Probabilmente la giovane si era già stabilita a Köthen e Bach aveva già avuto occasione di ascoltare il suo talento in una delle non rare manifestazioni non soltanto della città, ma anche di quelle vicine, ivi compresa Zerbst, dove si era esibita e lontana soltanto 25 chilometri, in cui nel 1722 Bach aveva dato un concerto, una cantata oggi andata persa, per il compleanno del principe Johann August.

L’amore con Johann Sebastian

Bach in quegli anni si trovava nel pieno di due lutti importanti: la morte improvvisa nel 1720 della prima moglie, Maria Barbara, e quella del fratello maggiore, Johann Christoff, avvenuta nel 1721. La vita familiare con quattro figli piccoli poté comunque procedere relativamente bene, grazie all’aiuto fondamentale della sorella di Maria Barbara, Friedelena, che si occupò dei bambini e del ménage domestico.

A quel tempo era comune per le persone rimaste vedove risposarsi con qualcuno nella stessa condizione, in una logica dove la praticità aveva la meglio. Non fu questo il caso di Johann Sebastian e Anna Magdalena, dove la disparità fu totale: la giovane sposa aveva appena vent’anni, non era mai stata sposata, né aveva avuto figli, mentre Bach aveva ben sedici anni più di lei e quattro bimbi rimasti orfani di madre. Il matrimonio per loro fu un raro caso di unione amorosa, dove entrambi i partners nutrirono costante ammirazione e reciproca stima.

Non è nota la data in cui i due innamorati si fidanzarono, ma in data 25 settembre 1721 i loro nomi compaiono entrambi per la prima volta, e come d’uso per una coppia di fidanzati al tempo, su un certificato di battesimo a Schlosskirche, con le rispettive qualifiche: Johann Sebastian come Maestro di Cappella del Principe e Anna Magdalena come Cantante del Principe, un ruolo ufficiale sicuramente ottenuto con la consulenza e l’avallo di Bach, incaricato dal Principe Leopoldo di assicurare alla corte una cantante di talento. Poco più di due mesi dopo, il 3 dicembre, sul registro della Jacobkirche, un documento riporta l’atto di matrimonio della coppia, specificando che la cerimonia si era tenuta a casa dello sposo.

Anna Magdalena cantante alla corte del Principe Leopoldo

Una settimana dopo il matrimonio, il Principe Leopoldo sposò a sua volta la cugina Friederica Henrietta d’Anhalt-Bernburg, per i cui festeggiamenti Bach produsse due cantate, purtroppo non ben identificate. Non ci sono testimonianze di una o più probabili esibizioni di Anna Magdalena, ma il registro dei pagamenti della corte riporta compensi annuali considerevoli per entrambi i coniugi: 400 talleri per Johann Sebastian e 200 per la moglie, una somma complessiva di 600 talleri che, per contestualizzare il suo valore al tempo, gravava per un terzo sul bilancio per le attività musicali della corte.

Tra le diverse esibizioni succedutesi nel prosieguo delle attività dei coniugi, è rimarchevole l’occasione del compleanno del Principe Leopoldo il 10 dicembre 1722, in cui Bach produsse la Cantata Durchlauchster Leopold, in cui le arie per basso e soprano sono numerose e difficili. Quelle per soprano furono senz’altro concepite a misura di Anna Magdalena, ma non è da escludere che Johann Sebastian abbia cantato lui stesso le arie per basso, essendo dotato «di una bella voce, penetrante e di grande ampiezza, come pure di una buona arte del canto», secondo quanto riferito dal figlio Carl Philipp Emanuel.

L’occasione artistica, inoltre, conferma ulteriormente un quadro coniugale felice e mette in luce quanto l’unione dei due musicisti fosse pienamente riuscita, nella condivisione totale di sentimenti e amore per la musica.

La prima stesura del Quaderno di Anna Magdalena

A testimonianza di questa meravigliosa armonia di relazione, durante il 1722 e come aveva già fatto per il figlio Wilhelm Friedemann nel 1720, Bach cominciò a predisporre di suo pugno una raccolta di pezzi che avrebbero permesso all’amata sposa di potersi esercitare al cembalo.

Fu Anna Magdalena, evidentemente lusingata, a scriverne personalmente il titolo:
Clavier-Büchlein vor Anna Magdalena Bachin / Anno 1722 (al tempo il cognome acquisito dal marito veniva completato dal suffisso ‘in’).

Di questa raccolta non resta oggi che una ventina di pagine delle settantacinque che la componevano.

Conteneva principalmente cinque delle sei Suites che in seguito divennero le Suites francesi, ma anche alcuni pezzi per organo.

Nel frattempo, tuttavia, erano in atto preoccupanti cambiamenti a Köthen:

  • La moglie del principe non solo non fu affatto interessata alla musica, ma riuscì a distoglierne anche l’attenzione del consorte.
  • Le risorse finanziarie della corte soffrivano di alcune spese non oculate.
  • La scuola luterana frequentata dai figli di Bach aveva perso la qualità di un tempo, una realtà inaccettabile per i valori del grande compositore.

Ce n’era quindi abbastanza per nutrire molta preoccupazione per il futuro personale e familiare. Tutto ciò determinò la decisione di Johann Sebastian di porre la sua candidatura di Thomaskantor a Lipsia, ruolo precedentemente ricoperto da Telemann, amico e padrino di Carl Philipp, che ottenne il 22 aprile 1723.

Il sacrificio del talento di Anna Magdalena

Indubbiamente Lipsia era in grado di offrire molto di più di Köthen sotto ogni profilo, a maggior ragione quello culturale, ma rappresentò per Anna Magdalena, al contrario, la fine della sua vita artistica e professionale.

A Lipsia, infatti, non vi era una corte con la sua orchestra come a Köthen o a Dresda, né si dava l’opera. E ad aggravare il quadro, non si permetteva alle donne di cantare in qualità di solista durante le cerimonie religiose nelle chiese. E ancora, non era permesso alle donne nemmeno di partecipare ai concerti pubblici (di orchestre indipendenti di autorità municipali e religiose) chiamati Collegia musica.

Non restava che l’ambito familiare, in occasione di festività, compleanni e motivi religiosi, come i corali mattutini o di fine giornata; ma anche momenti di musica profana, in cui il canto trovava agevolmente il suo posto.

Una serie infinita di gravidanze

Anna Magdalena, arrivata a Lipsia con la primogenita di appena due mesi, concepita a Köthen, cominciò di fatto una vita affatto diversa dalla precedente, scandita da tredici gravidanze ravvicinate, che la porteranno a partorire nell’arco di dodici anni ben dieci figli, di cui sette morti in breve tempo.

A soli trentadue anni, ancora giovanissima, Anna Magdalena portò quindi con il marito il peso di lutti dolorosissimi e nel suo cuore quello della frustrazione per non poter più esercitare il suo talento.

Avrà ancora tre figli, fortunatamente in salute e distribuiti in un periodo più ampio: Johann Christian, nato nel 1735, e Johanna Carolina e Regina Susanna, nati rispettivamente nel 1737 e 1742.

Il ‘mestiere’ di copista o anche quello di compositrice?

Nonostante l’ingente impegno familiare e l’ostativa situazione sociale delle donne a Lipsia, Anna Magdalena non rinunciò del tutto all’attività musicale, intraprendendo l’attività di copista, di cui ovviamente fruirà enormemente Johann Sebastian, che in qualità di director musicae avviò a Lipsia un’intensa produzione di cantate, bisognose di molte mani per la loro diffusione.

Copiare musica consentì ad Anna Magdalena di esercitare a casa, anche quando incinta, in maniera flessibile e nonostante i numerosi e gravi problemi domestici, benché tutto ciò, inevitabilmente, incise sulla precisione della scrittura, non sempre a regola d’arte.

In ogni caso, Anna Magdalena non fu la principale copista delle opere del marito, tuttavia, quando si trattò di lavori destinati alla diffusione professionale, diede il meglio di sé, consegnandoci per esempio una copia di alta qualità delle Sonate e Partite per violino solo e, soprattutto, quella delle Suites per violoncello solo, di cui l’autografo è andato perduto, ragion per cui è stato il suo solo testo, l’unico integrale dei due pervenuti, a trasmettere ai posteri un’opera così importante.

A questo proposito, il dubbio sconcertante posto nel 2006 da Martin Jarvis, professore di musica all’Università Charles Darwin in Australia e direttore della Darwin Symphony Orchestra dal 1988 al 2009, che attribuisce ad Anna Magdalena, e non a suo marito, la composizione di quest’opera fondamentale, apre uno scenario inaudito sinora.

Esaminando con attenzione i due manoscritti esistenti delle Suites per violoncello e riscontrando a suo avviso incongruenze con il puro stile bachiano, Jarvis trovò una scritta: «ecrite par Madame Bachen, Son Epouse». A ciò si aggiunge che non vi è alcuna prova fattuale della paternità di Bach dell’opera, in quanto gli scritti stessi del compositore a riguardo della sua attività di compositore sono esigui.

L’ipotesi, indubbiamente affascinante, getta una luce ancora più abbagliante sulla figura di Anna Magdalena, sebbene ad oggi sia rimasta tale.

Tornando alla mansione di copista, quando imprescindibile, la grafia di Anna Magdalena fu però impeccabile, di grande mestiere e, in aggiunta, estremamente simile a quella di Johann Sebastian: una circostanza della quale si ignorano le ragioni, ma che, ancora una volta, testimonia del legame profondissimo tra i due coniugi, della loro complicità, della devozione di lei per il marito e, purtroppo, anche del conseguente sacrificio che caratterizzò la sua esistenza di donna e di artista.

Non è stato appurato, infine, se tra le numerose opere scritte da lei personalmente vi siano sue proprie composizioni. Certamente, in considerazione sia della sua profonda formazione musicale che della qualità delle attività familiari, ciò non è improbabile, benché non se ne abbiano a oggi prove verificate.

Qualche viaggio artistico

Bach sembrò comprendere la devozione della moglie e l’enorme carico di incombenze familiari e lavorative e forse, per alleviarne gli oneri, di tanto in tanto organizzava un viaggio, soprattutto a Köthen, dove la coppia aveva molte conoscenze e dove il compositore era ancora legato da qualche servizio dovuto al principe.

I registri contabili di corte riportano in un paio di occasioni tra il 1724 e il 1725 i compensi della coppia, lasciando intendere, quindi, che Anna Magdalena si sia esibita.

Di certo la sua arte di cantante fu molto apprezzata alla corte: alla morte prematura del Principe Leopoldo nel 1728, a soli 34 anni, verrà invitata a cantare in una cerimonia funebre tenutasi il 23 marzo 1729 alle ore 22:00 e il giorno dopo, di mattina, per quella solenne.

Di nuovo e a testimonianza della stima e del ‘peso’ artistico che la corte attribuiva alla ‘famiglia Bach’, i registri di corte riportano un ingente compenso di 230 talleri, comprendente anche le loro spese personali.

Il Quaderno di Anna Magdalena del 1725

Nonostante queste autorevoli e significative esibizioni, non si può di certo affermare tuttavia che Anna Magdalena poté condurre una reale vita artistica, poiché i suoi concerti pubblici documentati furono pochissimi.

In casa Bach, tuttavia, vi fu una fervente vita musicale, sia intrinseca, sia grazie alla costante frequentazione di amici e musicisti di passaggio che allietarono molti giorni, apportando, in aggiunta, nuove conoscenze di composizioni.

Questi dati di fatto, uniti all’attività di copista di Anna Magdalena, fornirono nel 1725 lo spunto alla coppia per predisporre nuovamente un quaderno musicale familiare, questa volta con obiettivi più precisi di quello precedente:

  • riportare i primi compiti di composizioni dei ragazzi,
  • annotare, a fini didattici, alcuni pezzi per tastiera per consentire loro di esercitarsi,
  • copiare i brani più amati durante le serate musicali, magari semplificati, per poterne gioire ancora in famiglia.

A favore di quest’ultimo punto va considerato che l’accesso alla biblioteca della chiesa, la più fornita a Lipsia, non era consentito: la necessità di trascrivere brani ritenuti interessanti, dunque, fu ancora più stringente.

Il Quaderno, oggi conservato alla Biblioteca di Stato a Berlino, ebbe un aspetto molto ricercato, come testimoniano la rilegatura di carta pergamena verde e le due copertine ornate con bordure dorate.

La copertina di testa riportava all’interno di una bordatura le iniziali dorate ‘A. M. B’. e l’anno ‘1725’ (in un secondo momento Carl Philipp scrisse tra le lettere il nome di Anna Magdalena per intero); i bordi furono anch’essi dorati.

La cura con la quale il libro fu approntato testimonia che non si trattò di un libriccino di appunti, ma di una sorta di piccolo archivio musicale della famiglia Bach, di cui, tuttavia, Anna Magdalena fu la sola detentrice e custode: un ennesimo omaggio all’amata sposa da parte di Johann Sebastian, per dimostrarle ancora una volta i suoi sentimenti amorosi e riconoscenti.

Degna di nota è l’osservazione che, contrariamente al primo quaderno, il termine «Clavier-Büchlein» è assente ed è per similitudine che dunque oggi si parla di Quaderno di Anna Magdalena.

Il Quaderno è composto da 129 pagine e contiene 42 pezzi, raccolti in oltre 20 anni, gli ultimi aggiunti nel 1740.

L’amicizia con la famiglia Bose

In seguito a lavori di ristrutturazione della scuola di San Tommaso nel giugno del 1731, la famiglia Bach lasciò l’appartamento loro riservato all’interno dell’istituzione e si trasferì al numero 17 della Hainstrasse fino al 24 aprile 1732, giorno in cui poté risistemarsi insieme alla sua numerosa famiglia nella dimora abituale rimessa a nuovo.

Adiacente all’appartamento dei Bach, vi era un palazzo tra i più belli di Leipzig, di proprietà dal 1710 di Georg Heinrich Bose, ricco mercante d’oro e d’argento, e di sua moglie Christiana Sybilla, già madrina della piccola Christiana Dorothea Bach, nata nel 1731 e morta solo diciotto mesi dopo, e di Johann Christian, nato nel 1735.

Tra le due famiglie si instaurò una forte amicizia, in cui si condivisero momenti musicali. I coniugi Bose morirono purtroppo precocemente: Georg nel 1731 e sua moglie nel 1741.

È forse il dolore per la perdita della madre che avvicina ulteriormente una delle figlie dei Bose, Sybilla Eva, ad Anna Magdalena. Si instaura fra le due donne infatti un’amicizia profonda.

Del rapporto tra loro ci resta una testimonianza eccezionale: nel giorno del compleanno dell’amica, Anna Magdalena le donò un libro a lei appartenuto personalmente, dove scrisse sulla copertina, ornando di ghirlande le sue parole:

«Anna Magdalena Bach, nata Wilcke, Anno 1741.», aggiungendo anche una dedica sulla prima pagina a sinistra:

«Per il felice compleanno della nobilissima, onorabilissima e virtuosissima Signorina Christiana Sybilla Bose, mia rispettabilissima commare [è il termine attribuito a chi avesse svolto il ruolo di madrina al battesimo di un figlio: Sybilla fu la madrina di Johann Christian, n. d. r.] e più cara amica del cuore, cui indirizzo i miei auguri con questo souvenir, modesto, ma pieno di amicizia.»

L’emozionante dedica di Anna Magdalena risale a un periodo compreso tra il dicembre 1741 e il dicembre 1743 e ci consegna un aspetto privato della sua sensibilità di donna.

Ore liete nel piccolo giardino

Un altro aspetto privato fu la sua passione per il giardinaggio. Nella residenza ristrutturata di Thomasschule, Anna Magdalena ebbe anche un piccolo giardino, dove riuscì a ricavare ore più liete.

Nel 1737, infatti, arrivò a Lipsia un cugino di Bach, Elias, che in cambio di vitto, alloggio e lezioni di musica da Johann Sebastian, accettò di divenire precettore dei ragazzi e segretario personale del cugino.

Anna Magdalena dovette apprezzare moltissimo di essere dispensata da una parte particolarmente onerosa delle responsabilità domestiche e si dedicò con gioia alla passione per fiori e piante: un piccolo spazio di serenità, tra tanti lutti e preoccupazioni.

Altri avvenimenti familiari

Purtroppo, nel luglio 1741, Anna Magdalena si ammalò seriamente. Era allora incinta del suo tredicesimo figlio e senza il conforto di Johann Sebastian, in viaggio a Berlino. In questa occasione Elias Bach inviò una significativa lettera al cugino, di cui si preciserà più tardi.

Con molte vicissitudini, riuscirà a rimettersi e a partorire l’ultima figlia, Regina Susanna, il 22 febbraio 1742.

Qualche anno più tardi, due avvenimenti familiari importanti segnarono nuovamente la famiglia Bach:

  • Nel 1746 morì a Weissenfels, all’età di 80 anni, la madre di Anna Magdalena.
  • Il 4 settembre 1747 nacque la secondogenita di Carl Philipp Emanuel e Johanna Maria, i quali chiesero proprio alla matrigna di esserne la madrina.

Non è stato appurato se Anna Magdalena si recò realmente a Berlino per la cerimonia di battesimo della piccola, ma la richiesta del figlio di Bach rivela tutto l’affetto e la considerazione per quella che, a tutti gli effetti, fu per lui una seconda madre.

Il 20 gennaio 1748, Elisabeth Juliana Friederica, secondogenita della coppia e chiamata dal padre «Liesgen», sposò un ex allievo di Bach, Johann Christoph Altnickol, un musicista poliedrico e preparato, che piaceva molto ai suoi genitori.

Tuttavia, proprio nel corso dell’anno, cominciarono a profilarsi una serie di avvenimenti nefasti, a partire dalla salute di Johann Sebastian, la cui vista prese a diminuire giorno dopo giorno.

Il consiglio comunale di Lipsia, con crudo ed eccessivo pragmatismo, bandì addirittura un’audizione per rimpiazzare Bach «nel caso dovesse venire a morire».

Nel frattempo, la coppia di sposi Altnickol aveva concepito un bambino, al cui battesimo, il 6 ottobre, il nonno Johann Sebastian avrebbe dovuto fare da padrino. Bach non vi andò, molto probabilmente per ragioni di salute e, di male in peggio, il bimbo morì dopo solo tre settimane, rinnovando in Anna Magdalena, appena divenuta nonna, il dolore della terribile serie di decessi dei suoi figli.

Alla fine del 1749, in occasione della partenza del figlio ormai diciottenne, Johann Christoph Friederic, per la lontana Bückeburg, Anna Magdalena ripeté lo stesso gesto d’affetto fatto per l’amica del cuore Sybilla, prendendo un libro dalla sua biblioteca, la Bibbia, e scrivendo una dedica al figlio:

«In ricordo eterno e per la sua educazione cristiana, Anna Magdalena Bachin, nata Wülcken, offre questo libro magnifico al suo caro figlio, la tua fedele e affezionatissima mamma. Leipzig, 25 dicembre 1749».

Nonostante le numerose sventure, dunque, il cuore di Anna Magdalena rimase ricco di amore e, non meno importante, capace di dimostrarlo.

I gravi problemi di vista di Johann Sebastian e la sua scomparsa

Il tempo delle separazioni sembrava non finire mai nella vita di Anna Magdalena.

Nella primavera del 1750, infatti, la vista di Johann Sebastian peggiorò ulteriormente, rendendo evidente che sarebbe presto sopraggiunta la totale cecità, probabilmente a causa della cataratta.

Verso la fine di marzo, arrivò a Lipsia un oculista inglese, John Taylor, che nel corso dei suoi viaggi europei effettuava interventi chirurgici, all’epoca molto rari e di dubbia perizia.

Dopo molte riflessioni e sapendo che la sua vista sarebbe inesorabilmente andata persa, Bach decise di farsi operare il 30 marzo, ma l’intervento fallì e Taylor prescrisse una seconda operazione, da effettuare tra il 4 e il 7 di aprile.

Le complicazioni post operatorie indebolirono moltissimo lo stato di salute di Bach, che morì pochi mesi dopo, il 28 luglio 1750.

Al suo capezzale, Anna Magdalena, le figlie, Johann Christian, Altnickol e l’ultimo allievo Müthel.

Dopo ventinove anni di matrimonio, all’età di quarantanove anni, Anna Magdalena era rimasta sola, senza l’amatissimo marito.

«La deplorevole condizione di vedova»

Poco più di due settimane dopo, la vedova scrisse una penosa richiesta al consiglio comunale:

«Dopo che è piaciuto all’insondabile volontà del Padre celeste, di solito così amabile nei nostri confronti, di richiamare dal suo soggiorno sulla terra con una morte benedetta il mio caro sposo, direttore della musica di questa città e cantore della scuola di San Tommaso e di lasciarmi in questo modo nella deplorevole condizione di vedova, e dal  momento che è abitudine da molto tempo che le vedove dei cantori della scuola di San Tommaso possano godere per sei mesi del trattamento economico dei loro mariti, come fu il caso di tutte coloro che mi hanno preceduto […] oso attraverso la presente supplica […] di concedermi la stessa grazia, in ragione della vostra mansuetudine naturale e della bonarietà conosciuta in tutto il mondo […].

La vostra servitrice e obbediente Anna Magdalena Bach. Vedova. Lipsia, 15 agosto 1750».

Anna Magdalena era ben consapevole che con la morte di Johann Sebastian aveva perso tutto: la presenza e l’amore di suo marito, l’appartamento in cui viveva ancora con cinque figli e lo stipendio per farli crescere e per sopravvivere.

Dopo una serie di osservazioni e procedure burocratiche, il consiglio comunale decise di accordare il «semestre di grazia» alla vedova, in cui era incluso anche l’uso dell’appartamento.

Come già detto, era allora consuetudine per le persone rimaste vedove considerare dopo breve tempo un nuovo matrimonio, che avrebbe reso più semplici le mere questioni pratiche.

Quando Anna Magdalena scoprì che se avesse rinunciato a un nuovo matrimonio avrebbe mantenuto la podestà sui propri figli, invece di affidarli a un tutore, non esitò un solo istante a decidere in questo senso, consegnando se stessa e le due figlie che sarebbero rimaste con lei in seguito perché non sposate, a un destino di enormi difficoltà economiche.

Il patrimonio di Johann Sebastian, oltretutto, non era ingente, sia per le spese vive di una famiglia molto numerosa, sia per gli ingenti onorari pagati poco prima della sua morte a Taylor, sia per i numerosi acquisti di strumenti musicali: sette clavicembali, undici strumenti a corda, una spinetta.

Anna Magdalena e le due ragazze nubili andarono così a vivere in un appartamento messo a disposizione dall’amico di famiglia e avvocato Graff, in Hainstrasse, ma il futuro, dopo la fine del «semestre di grazia», appariva difficilissimo.

Vivere di elemosina

La vedova si decise così a rivolgersi all’Ufficio dell’elemosina, nella cui lista di 528 persone, nel 1755, appare anche il suo nome.

In ragione inoltre delle funzioni svolte da Bach presso l’università, Anna Magdalena avanzò richiesta di elemosina anche a questa istituzione, dove i primi versamenti registrati risalgono al novembre 1752.

Un’altra piccola fonte di reddito le provenne infine ancora attraverso Graff, che amministrava alcuni fondi di persone benestanti, i cui interessi erano stati messi a disposizione di chi ne fosse stato meritevole.

Difficoltà fino alla fine dei suoi giorni

A parte la fredda cronaca dei sostegni economici, l’ultimo decennio in vita di Anna Magdalena resta oscuro.

Nel 1752, ebbe un urgente bisogno di denaro e ottenne dal consiglio municipale, in cambio di qualche esemplare de L’Arte della fuga, la somma di 40 talleri.

I figli di primo letto di Bach e quelli di Anna Magdalena probabilmente non parteciparono al suo sostentamento, ma si fornirono tra loro aiuto reciproco, dimostrando quindi solidarietà e un affetto sincero gli uni con gli altri.

Dopo anni di difficoltà economiche e nel pieno della Guerra dei sette anni, che ebbe come conseguenza anche la cessazione dei vari contributi al suo sostentamento, Anna Magdalena morì a Lipsia il 27 febbraio 1760.

Fu seppellita due giorni dopo al cimitero di San Giovanni, dove riposavano Johann Sebastian e sette dei loro figli morti prematuramente.

Ad oggi, le sue spoglie sono andate disperse. Nel 2010, nel nuovo museo Bach a Leipzig, situato nel Palazzo dei loro cari amici Bose, è stata esposta una cassetta ritrovata sulla probabile tomba di Johann Sebastian, il cui contenuto potrebbe essere appartenuto a Anna Magdalena.

Si tratta di: una fibbia di metallo, un ditale, un anello. Le analisi hanno confermato che gli oggetti sono esattamente risalenti al tempo in cui fu in vita. Se quegli oggetti fossero realmente i suoi, sarebbero tutto ciò che resta ad oggi di un’anima grande e generosa e dell’amatissima compagna di un musicista tra i più geniali di tutti i tempi.

Conclusioni

La figura di Anna Magdalena è rimasta finora abbastanza in ombra, certamente e in prima istanza per l’enorme impatto di Johann Sebastian Bach nella realtà musicale di allora e sempre.

La sua personalità, tuttavia, fu tutt’altro che irrilevante, soprattutto se rapportata agli angusti orizzonti socio-culturali riservati alle donne illo tempore e in ambito luterano.

Anna Magdalena fu prima di tutto una musicista dotata di talento e sensibilità artistica, e senz’altro queste caratteristiche furono fondamentali per la stima e la considerazione che suo marito nutrì nei suoi confronti.

Le poche attestazioni delle sue esibizioni attengono ad ambiti prestigiosi e, non meno importante, Bach stesso concepì complesse e virtuose parti vocali da soprano a misura di lei, a testimonianza delle sue reali capacità al confronto con composizioni che hanno segnato l’intera storia della musica.

Ma ciò che colpisce persino di più nella sua biografia sono il sacrificio e la sofferenza che scandirono la sua vita, da una parte, e l’enorme determinazione con la quale assunse il suo ruolo di sposa e madre, senza comprometterne mai la qualità di profonda amorevolezza che nutrì per Johann Sebastian, i figli di lui e quelli nati dalla loro relazione, nonostante una serie impressionante di lutti dolorosissimi e la conduzione di una vita affatto non allineata con le sue aspirazioni.

Il matrimonio d’amore con Johann Sebastian, raro al tempo, fu il motore che condusse il suo vivere e certamente contribuì notevolmente all’equilibrio di Bach, che non mancò di attenzioni e attestazioni nei suoi confronti.

Nel corso del tempo, nonostante la netta prevalenza dell’oblio, vi sono state alcune iniziative volte a un tentativo di approfondimento della figura di Anna Magdalena.

Nel 1967, i registi Jean-Marie Straub e Danièle Huillet misero in scena il film Chronik der Anna Magdalena Bach (Cronaca di Anna Magdalena Bach).

Il ruolo di Bach fu interpretato dal grande clavicembalista Gustav Leonhardt e le composizioni del genio di Eisenach furono eseguite dal prestigioso complesso Concentus Musicus Wien, diretto da Nikolas Harnoncourt.

Attraverso l’epistolario di Bach e altri documenti, il film racconta per mezzo degli occhi immaginari di Anna Magdalena la vita insieme al marito: dunque il titolo non deve trarre in inganno, ancora una volta il protagonista è Johann Sebastian e la sua importantissima produzione musicale.

Fatta eccezione per qualche notizia, una biografia particoleggiata di Anna Magdalena e la sua reale consistenza di artista e donna sono reperibili nel volume Anna Magdalena Bach et l’entourage féminin de Jean Sebastian Bach di Philippe Lesage, pubblicato per le edizioni Papillon, a Ginevra nel 2011.

Meritevole inoltre di attenzione è il documentario , che riprese la teoria di Jarvin con la consulenza di due specialiste:

  • Heidi Harralson, esperta americana in grafologia ed esami legali di documenti
  • Sally Beamish, compositrice inglese

Va infine ricordato che Anna Magdalena fu perfettamente in grado di organizzare i concerti dedicati alle Cantate.

Ciò è documentato da alcuni verbali comunali che, dopo la morte di Bach e prima della nomina del suo successore, registrarono che la musica per le Cantate era stata ordinata alla vedova Anna Magdalena ed eseguita il “giorno dopo la festa di S. Bartolomeo”, cioè il 24 agosto 1750, sotto la responsabilità «della vedova del defunto Cantore, il Signor Bach».

Alla luce di questa importantissima circostanza, la lettera accorata di Elias nel 1741 al cugino Bach, mentre Anna Magdalena giaceva malata in preda alla febbre, con il suo accenno all’avvicinarsi della “festa di S. Bartolomeo” (cioè, ed evidentemente, al tenersi nella sua prossimità di un consiglio comunale già programmato) e la conseguente richiesta di aiuto («vogliamo che questa cosa si realizzi […] noi non sappiamo che fare»), assume il significato che, nell’urgenza di tale scadenza, assente Bach e malata sua moglie, nessun altro fosse titolato ad assumere responsabilità decisive.

Se le reali competenze professionali e musicali di Anna Magdalena non sono ad oggi ancora state completamente accertate e valorizzate, ci restano almeno le autorevoli parole di Johann Sebastian, che a riguardo del suo talento furono chiarissime.

In una lettera del 1730 a Georg Erdmann, a proposito della sua famiglia, scrisse infatti:

«Nell’insieme sono tutti musicisti nati e io posso impegnarmi a formare con la mia famiglia un concerto con strumenti e voce, a maggior ragione perché la mia seconda moglie canta benissimo nel registro di soprano e la mia prima figlia canta abbastanza bene anche lei».

Giusy De Berardinis

Si ringraziano gli Autori Philippe Lesage, per l’opera già citata, ed Eberhard Spree per il blog ‘Anna Magdalena’ (13. Johann Sebastian and Anna Magdalena Bach – a Working Couple: Official Engagements. Part II), i cui contributi sono stati di grande supporto per questo articolo.


Immagine

Dedica di Anna Magdalena sul suo libro personale offerto in dono all’amica Sybilla Bose in occasione del suo compleanno .’ Copyright Bach-Archiv, Leipzig

Il Quaderno di Anna Magdalena Bach

Il celebre quaderno di Anna Magdalena

1 commento su “La vita di Anna Magdalena Bach”

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