La letteratura e la Poesia, ovvero del potere della musica e delle parole

Se all’inizio fu il ‘logos’, cioè ‘il verbo’, talvolta tradotto anche con ‘il suono’, è immediata la comprensione del legame profondo tra musica e letteratura.

musica

La parola ha un potere innegabile: è lo strumento d’elezione per la comunicazione.

Tanto la musica è evocativa e, come già detto, di per sé ineffabile, quanto «le parole sono pietre», recita un detto comune, cioè possono essere fendenti, incisive, indimenticabili. Scolpite su un foglio di carta o nell’anima per l’eternità. 

Scrivere è poi anche libertà assoluta. Dispensato dal peso indiscutibile della responsabilità di un testo altrui, lo scrittore si inabissa nello stupore e nello smarrimento delle voci che lo abitano, sperimentando al tempo stesso l’esaltazione assoluta di una sorgente pura e misteriosa.

Scrivere è stato sempre naturale per me, probabilmente formata da alcune insegnanti molto ispirate che hanno saputo infondermi il piacere della lettura.

L’ho fatto in diverse forme: dapprima per me stessa, spontaneamente, quasi a lasciare tracce, memorie dei momenti più significativi; poi per la doverosa documentazione della ricerca musicologica, che mi ha costretta a stare soprattutto ai dati, alle prove, ai riscontri oggettivi, al confronto con quanto altri, prima di me, avevano scoperto.

Infine, qualche anno fa ho sentito la necessità interiore di usare le parole in modo più ampio, dirigendo i miei scritti oltre il campo musicale e verso un orizzonte spesso dolente, con attenzione particolare, ma non solo, al mondo femminile, alle sue difficoltà; alle disuguaglianze, al campo sempre imperfetto delle relazioni interpersonali; ad un’era contemporanea che sembra aver sbriciolato e sublimato nella digitalità il gusto e il rischio di un incontro in carne e ossa.

Nella parola, in sintesi, si colloca l’anima politica del mio essere artista.

Giusy De Berardinis

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