Il Seminario integra quello di base (Dal segno al suono) e si spinge a indagare sia le implicazioni organologiche che hanno portato alla definitiva affermazione del pianoforte che le connessioni con la letteratura pianistica dell’Ottocento e del primo Novecento. È rivolto a Docenti e Allievi di strumenti a tastiera (Pianoforte, Clavicembalo, Fortepiano e Organo), ma anche a tutti coloro interessati all’argomento, indipendentemente dallo strumento di appartenenza.
L’obiettivo è quello di conoscere la lunga fase storica che ha portato al passaggio dal clavicembalo al pianoforte e all’affermazione di quest’ultimo, a partire da una riflessione sul metodo di approccio alle cosiddette edizioni urtext e al conseguente recupero dei codici di conoscenza necessari per le opere del secolo XVIII e XIX. Il seminario, inoltre, chiarisce l’influenza delle matrici della dottrina barocca del secondo Settecento sulla letteratura esclusivamente pianistica a seguire, analizzandone le conseguenze nell’evoluzione della tecnica e dell’interpretazione.
Alcuni argomenti principali trattati
- Spiegare cos’è un’edizione urtext e cos’è un’edizione critica
- Valutare, sia dal punto di vista esecutivo che da quello didattico, l’utilità di un’edizione urtext e quella di un’edizione critica
- Illustrare alcuni principi fondamentali dei maggiori trattati sulla prassi esecutiva del periodo di pertinenza (ad es. Carl Ph. E. Bach, L. Mozart, M. Clementi, C. Czerny) concernenti le convenzioni di scrittura e le principali caratteristiche
- Osservare, tramite l’uso di ‘slides’, le abitudini e, al contrario, le eccezioni della scrittura di opere del XVIII e XIX secolo.
- Spiegare il concetto di ‘accentuazione’ e il suo corrispondente nella scrittura musicale
- Evidenziare, mediante un ‘ascolto guidato’ le differenze di esecuzione, applicando o meno i codici di lettura.
- Spiegare la relazione profonda tra tecnica ‘antica’ e il ‘jeu perlé’ della scuola francese (Marguerite Long).
- Illustrare come la prassi della fine del XVIII secolo influenzò a lungo anche i compositori romantici (ad esempio Chopin e Schubert) per ciò che riguarda aspetti tecnici, quali la diteggiatura e la scrittura musicale delle opere, e aspetti interpretativi, quali il ‘Rubato settecentesco’.
- Dimostrare, con l’ausilio dell’ascolto di alcune registrazioni moderne ‘illustri’ (Prokofiev, Bartok), come la fedeltà al testo corrisponda all’integrazione di regole, convenzioni e ricerca di un’interpretazione ‘plastica’ e non pedissequa.
Il seminario ha una durata di 4 ore e può prevedere un successivo Laboratorio, nel quale affrontare sul piano pratico-esecutivo gli argomenti esposti.