Ferdinando Turrini e la sua incessante operosità a Padova dal 1784 al 1800

Turrini

Le testimonianze delle attività di Turrini al di fuori della basilica di Santa Giustina

Diverse sono le documentazioni che attestano l’operosità di Turrini oltre le mansioni quali organista della basilica di Santa Giustina a Padova.

Nella primavera del 1784 Turrini partecipò a due eventi. Il 27 aprile, primo giorno di un triduo in onore del beato Lorenzo da Brindisi, presso la chiesa dei Cappuccini di Padova, l’abate di Santa Giustina, Antonio Tron, celebrò un pontificale con musica di Ferdinando «Bertoni». 1 Nei giorni 17, 18 e 19 maggio 1784 il compositore si recò a Bassano del Grappa per l’anniversario della beatificazione di Giovanna Maria Bonomo. Ella fu monaca benedettina del locale monastero di S. Girolamo. 2

Nel 1786, nel corso dei lavori di ristrutturazione del Teatro Nuovo a Padova, Turrini fu chiamato, in qualità di ‘giudice’, per decidere sul posizionamento dell’orchestra:

«Chiamata adunque la piena orchestra, giudici il Maestro signor Ferdinando Turrini detto Bertoni, ed il P. Maestro Sabatini dell’ordine de’ Minori Conventuali, col corteggio di tutta la turba Filarmonica, e suonata una Sinfonia del Conte Domenico Polcastro, ed in varie situazioni sperimentata più avanti, e più indietro, fu stabilito a comune giudizio doversi riportar l’orchestra al luogo ove dall’origine fu situata».3

La celebrazione del bicentenario della morte di S. Filippo Neri nel 1795

In occasione della celebrazione del bicentenario della morte di s. Filippo Neri nel 1795, ecco ancora uno squarcio sull’attività di Turrini e di altri illustri organisti, tutti in servizio a Padova:

«Ci furono quattro messe cantate, quattro vesperi battuti da quattro differenti maestri. Il primo è stato Ferdinando Bertoni, organista di S. Giustina e cieco da molti anni, il secondo l’organista Calendari del Santo, il terzo il maestro Marchetti del Duomo, il quarto il maestro padre Sabbatini della Cappella del Santo».4

Dagli eventi sopra descritti deduciamo che nonostante la menomazione causata dalla cecità, Turrini ebbe comunque la possibilità di spostarsi dalla residenza abituale di S. Giustina e sostenere senza tema cerimonie, anche imponenti, nelle quali esibirsi e confrontarsi musicalmente al cospetto di illustri colleghi.5

Basilica Santa Giustina - Ferdinando Turrini

Il processo dei municipalisti contro i monaci di S. Giustina nel 1797

In seguito ad un processo intentato dai municipalisti contro i monaci della basilica di S. Giustina, egli intervenne come testimone dell’accusa, circostanza rivelatrice anche di un certo disagio nella permanenza al monastero che si protraeva ormai da più di trent’anni. La deposizione di Turrini, primo tra i testi dell’accusa, avvenne il 6 settembre 1797. Durante il suo interrogatorio, con estrema determinazione, denunciò con nomi e cognomi tutti coloro che avversavano il governo dei Francesi, religiosi compresi.   

La deposizione caparbia, dettagliata e senza reticenze dovette pesare molto sul destino di Turrini a S. Giustina, dove, lo ricordiamo, esercitava il suo ruolo di organista da ben trentuno anni.

È probabile che ciò gli causò la perdita del posto di organista, benché vi siano tracce della sua permanenza a Padova ancora nel 1800.

Gli ultimi anni a Padova fino al 1800

Gli Atti Abbaziali della Basilica di Santa Giustina attestano la presenza di Turrini fino al 1793. Abbiamo tuttavia testimonianze sulla sua presenza a Padova almeno fino al 1800. Questo dato si evince grazie a un articolo del febbraio 1800 di Girolamo Orti, corrispondente dall’Italia per la rivista tedesca Allgemeine Musikalische Zeitung:

«Da Venezia, passiamo ora attraverso le varie città del paese. La cappella di Padova è famosa in tutta Italia. I frati minori del convento hanno cura che nella cattedrale non manchi mai un ottimo coro di musica di accoglienza. Il dotto P. Vallotti, degno membro della sua fratellanza, ha donato varie opere, sia di natura teorica, che pratica, parte della musica, e le sue composizioni sono ancora eseguite dalla cappella del monastero con il gradimento che meritano. Valeri, che con molta fortuna lavorava sia per il Teatro, sia scrivendo concerti, e che suonava il fortepiano per la meraviglia di stranieri e gente del posto e, oltre a lui, il cosiddetto cieco Bertoni, organista alla chiesa di santa Giustina, regalano anche ora alla loro vecchia Padova spesso musica sacra, il cui maggior merito non è di essere una superficiale eufonia, ma di corrispondere alle più stringenti richieste dell’intenditore per quanto riguarda l’intenzione e la purezza della frase».6

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Conclusioni

Dal 1766 al 1800, Ferdinando Turrini condusse un’intensa attività strumentale e non. Egli assolse sia le sue mansioni istituzionali come organista presso la basilica di S. Giustina, sia partecipando a numerosi eventi in altre importanti circostanze nella città di Padova. La sua attività artistica, inoltre, si espletò anche in Teatro più probabilmente come compositore. Collaborò sicuramente con il suo allievo Gaetano Valeri, organista della cattedrale e ulteriore figura di riferimento musicale in Italia e oltralpe.


Immagine:

  • Prefazione di Ferdinando Turrini al I volume della Raccolta Clementi, Fratelli Ubicini – Milano 1807, Biblioteca del Conservatorio di musica ‘Luca Marenzio’ – Fondo Soncini, Brescia
  • Vincenzo Maria Coronelli, “S. Giustina in Padova”, Biblioteca nazionale Marciana – Venezia,1696 circa.

Blibliografia:

  • [1] La notizia è riportata in Giuseppe Gennari, Notizie giornaliere di quanto avvenne specialmente in Padova dall’anno 1739 all’anno 1800, I, a cura di Loredana Olivato, Cittadella, Rebellato 1984, p. 333. La stessa circostanza è confermata anche in Francescantonio Pigna, Le «Memorie» (1751–1791) del padre Francescantonio Pigna, a cura di Virgilio Gamboso, Padova, Centro Studi Antoniani 1991, pp. 204-205, in cui Turrini viene chiamato «Bertolo detto l’orbo».
  • [2] Giambattista Vinco da Sesso e Livia Alberton Vinco da Sesso, La beata Giovanna Maria Bonomo: la gloria e l’immagine, «Bollettino del Museo civico (Bollettino del Centenario)», n.s., XXV, 2004, pp. 221-222. Gli autori attingono la dettagliata descrizione della cerimonia di beatificazione da Relazione delle solenni Funzioni seguite in Bassano ne’giorni 17.18.19. maggio di quest’anno 1784 per la Beatificazione della Beata Giovanna Maria Bonomo Abbadessa del monistiro di S. Girolamo di essa Città (ivi,p. 216, nota 3) e citano il titolo di uno dei due documenti manoscritti componenti la fonte: Relazione delle solenni Funzioni seguite in Bassano ne’giorni 17.18.19. maggio di quest’anno 1784 per la Beatificazione della Beata Giovanna Maria Bonomo e Carte Annesse (31 D 23). L’altro manoscritto, apografo del XIX sec. (33 B 5 16), è derivato dal precedente. L’esistenza di questa fonte mi è stata cortesemente comunicata dal prof. Donato Gallo che ringrazio.
  • [3] La testimonianza è di Domenico Polcastro in Bruno Bonelli, Teatri di Padova dalle origini alla fine del secolo XIX,Padova, Libreria Angelo Draghi 1921, pp. 200-201.
  • [4] G. Gennari, op. cit., II, p. 836.
  • [5] Quest’aspetto della vita di Turrini era sinora completamente sconosciuto. In F. Conter, op. cit, p. 16, si afferma infatti: «Nella storia della musica del ‘700 quella del Turrini è una figura molto isolata e solitaria. […] ebbe ben pochi contatti, soprattutto con il mondo musicale».
  • [6] «Von venedig aus lassen Sie uns nun nach der Reihe die verschiedenen Städte des festen Landes durchwandern. Die Kapelle von Padua ist durch ganz Italien berühmt. Die konventualen des Minoriten Ordens sorgen dalfür, dafs es derhiesigen Kathedralkirche nie an einem vortrefflichen Musikchore fehlen moge.Der geleherte P. Valotti, ein würdiges Mitglied ihrer Verbrüderun gab sogar selbst verschiedene Werke, sohwol über den theoretischen, als über den praktischen. Theil der Musik heraus, und seine Kompositionen werden von der Kapelle des Klosters noch immer mit dem Beyfall aufgeführt, den ihre Gründlichkeit verdient.Valeri der mit vielern Glück theils für das Theater airbeitete, theils konzerte schrieb und dessen vortreffiches Spiel auf dem fortepiano Fremde sowohl als Einbeimische stets bewunderten, und aufser ihm der sogenannte blinde Bertoni, Organist an der Justinekirck, beschenken noch jetzt in ihrem alter Padua nicht selten mit kiirchenmusiken, deren vorzüglichstes Verdienst nicht blos oberflächlicher Wohlklang ist, sondern die zugleich den strengsten Forderungen des Kenners in Absicht auf Gründlichhkeit und Reinheit des Satzes entsprechen». (ORTI 1800, p. 344).

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La Musica, ovvero la nostalgia del suono

Giusy De Berardinis


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