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Il felice rapporto personale e musicale tra Cramer e Beethoven

Ritratto di Beethoven per articolo Karl Heinrich Alfred Ehrlich

Ehrlich e Thayer descrivono l’amicizia e la stima reciproca tra i due musicisti

Karl Heinrich Alfred Ehrlich, (Vienna, 5 ottobre 1822 – Berlino 30 dicembre 1899) è stato un compositore e pianista tedesco, autore di un interessante volume dedicato alla biografia di 139 pianisti: Celebreted pianists of the past and the present. In questo breve articolo, riporto i passi salienti che l’autore dedica a Johann Baptist Cramer, soprattutto a riguardo del suo rapporto con Beethoven.

«Come il suo maestro Clementi, Cramer si guadagnò una brillante reputazione»

Scrive Ehrlich: «Cramer, come il suo maestro Clementi, si guadagnò una brillante reputazione, sia come pianista che come compositore per il pianoforte. È vero che al giorno d’oggi molte delle sue composizioni sono considerate superate, ma la seconda parte del suo Grosse Pianoforte Schule, la Schule der Fingerfertigkeit, che consiste di 100 studi giornalieri, e la quinta parte, 84 studi (59 dei quali sono stati pubblicati con la revisione di Hans von Bülow) sono ancora utilizzate come mezzo di istruzione. […] Cramer fu formato musicalmente da Johann Schröter e Clementi; studiò invece la teoria quasi completamente da solo. I suoi modelli furono Händel, Bach, Scarlatti, Haydn e Mozart. Già nel 1788 iniziò un tour di concerti come pianista riscuotendo ovunque grande successo.

La testimonianza di Thayer su Cramer e Beethoven

[…] Nella sua eccellente biografia di Beethoven, Thayer [Alexander Wheelock Thayer, (South Natick, 22 ottobre 1817 – Trieste, 15 luglio 1897) n.d.r. ], afferma che Cramer nel 1799 effettuò una tournée nel continente  per poter ascoltare i migliori pianisti: “rinforzò la sua amicizia con Haydn a Vienna, di cui era stato il favorito a Londra, e divenne in breve tempo amico stretto di Beethoven. Cramer eccelleva su Beethoven per la perfetta pulizia e correttezza delle sue esecuzioni; Beethoven gli assicurò di preferire il suo tocco a quello di molti altri pianisti. La sua abilità tecnica era meravigliosa, e inoltre egli era ancora più ammirato per il gusto, il sentimento e l’espressione. Ma Beethoven eccelleva su di lui in forza ed energia e specialmente nell’improvvisazione. Erano entrambi perfetti nel loro personale e particolare stile, si aiutarono moltissimo vicendevolmente e negli ultimi anni incontrarono il pieno apprezzamento delle reciproche capacità. Ries riporta questa opinione di Beethoven: tra i pianisti, egli ne apprezzava uno soltanto come eccellente esecutore ed era John Cramer. Tutti gli altri li considerava di poco conto”. D’altro canto, molto tempo dopo Cramer espresse la sua opinione, e cioè che nessuno avrebbe potuto dire di aver sentito improvvisare senza aver ascoltato Beethoven.

L’ammirazione di Beethoven per Mozart e quella di Cramer per Beethoven

Beethoven fu altrettanto equo nei confronti del genio di Mozart. Beethoven era con Cramer in un concerto nel quartiere di Augarten, a Vienna, ed ascoltavano l’esecuzione del Concerto per pianoforte di Mozart in do minore. Beethoven si alzò improvvisamente e attirando l’attenzione dell’amico sulla melodia estremamente semplice ma bella che sopraggiungeva verso la fine esclamò: Cramer, Cramer, noi non ci arriveremo mai! E quando il passo fu ripetuto e crebbe in intensità Beethoven batté il tempo, muovendosi avanti e indietro e mostrando il suo entusiasmo e la sua gioia per la musica in ogni modo possibile.

Cramer portò con sé a Londra i Trii op. 1 di Beethoven e dopo averli suonati esclamò: “Ḗ lui che ci consolerà della perdita di Mozart!”. E una volta in una conversazione con Potter [Philip Cipriani Hambley Potter (Londra, 3 ottobre 1792 – 26 settembre 1871), n.d.r.], in una sua entusiastica esagerazione, disse: “Se Beethoven rovesciasse il suo calamaio su un pezzo di carta da musica lo ammireresti comunque!”.

Alcune ombre tra Beethoven e Cramer con il passare degli anni

Con il trascorrere degli anni vi furono indizi di incrinature nel rapporto tra i due musicisti. Infatti, in una
lettera del 15 giugno 1815 al violinista e compositore Johann Peter Salomon (Bonn, 20 febbraio 1745 –
Londra, 28 novembre 1815), Beethoven scrisse:

«Veramente sento che anche Cramer è editore; però il mio allievo Ries mi scrisse poco tempo fa che costui si è dichiarato pubblicamente contro le mie composizioni: spero per nessuna altra ragione che di giovare all’arte, così che non ho nulla da obiettare. Però se Cramer vuol possedere qualcuna di queste opere dannose, allora lui mi è caro come qualsiasi altro editore».


E nelle memorie di Wilhelm von Lenz sul suo incontro con Cramer a Parigi nel 1842, l’intellettuale e
appassionato di musica scrisse, senza però approfondirne le ragioni: «Sapevo che non si poteva parlare di
Beethoven a Cramer».

Giusy De Berardinis

Approfondisci: Le annotazioni di Beethoven ai 21 studi di J. B. Cramer in traduzione italiana

Di Giusy De Berardinis

Bibliografia

Celebreted pianists of the past and the present / A collection of one hundred and thirty-nine biographies with portraits, by A. Ehrlich, Philadelphia, Teodor Presser, 1708 Chestnoot street, 1894.

A. Albertini: Beethoven / Epistolario, Fratelli Bocca editori, Torino 1925.

A. W. Thayer, Thayer’s Life of Beethoven, 2 volumi, revisione di Elliot Forbes, Princeton University Press, 1967.

Wilhelm von Lenz: Il Pianoforte e i suoi virtuosi. Liszt, Chopin, Tausig, Henselt, a cura di Anna Rastelli,
Sellerio editore, Palermo 2002.

1 commento su “Il felice rapporto personale e musicale tra Cramer e Beethoven”

  1. Molto interessante questo articolo.
    Non ero a conoscenza di un rapporto di stima e ammirazione reciproca fra Cramer e Beethoven.

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